12 Fattori che demotivano i collaboratori.

SITUAZIONE:

I miei collaboratori sembrano non essere sufficientemente motivati, nonostante in questo momento sia necessario uno sforzo extra.

 

SOLUZIONE:

Quando la motivazione è bassa, il livello di impegno e la produttività ne risentono. Poiché la motivazione è il primo fattore alla base della produzione e dei risultati aziendali, è fondamentale intervenire immediatamente.

Vediamo quali possono essere le cause della demotivazione e come affrontarle:

 

12 Fattori che Demotivano i Collaboratori

  1. Mancanza di una meta aziendale chiara e condivisa
    Se l’azienda non ha una mission ben definita, o se questa è formulata in modo errato e basata esclusivamente su risultati economici, i collaboratori non si sentiranno parte di un progetto comune. Un gruppo è un insieme di persone che condividono mete e scopi: se la meta non è chiara o non viene condivisa, l’azienda diventa solo un insieme di individui che lavorano senza una direzione comune.

  2. Manager e titolari focalizzati solo sulla produzione
    Un buon leader non si limita a spingere i collaboratori a produrre, ma lavora anche sulla loro motivazione e volontà. Se i dipendenti si sentono trattati solo come "strumenti di produzione" e non come persone, il loro impegno diminuirà.

  3. Mancanza di strumenti per misurare la performance
    Senza misuratori di performance adeguati, è difficile distinguere chi sta realmente contribuendo al successo dell’azienda. Ogni collaboratore dovrebbe avere indicatori chiari e trasparenti per valutare il proprio rendimento e migliorarsi.

  4. Assenza o inefficacia di un piano di incentivi economici
    Se non esistono premi basati sui risultati, o se il sistema di incentivi non è ben strutturato e stimolante, i collaboratori non avranno un motivo concreto per impegnarsi di più. Un piano incentivi deve essere equo, chiaro e realmente motivante.

  5. Sistema disciplinare incoerente o assente
    Se in azienda non esiste un sistema di disciplina equo e coerente, il senso di giustizia viene meno. Un esempio di cattiva gestione è quando i dipendenti vengono trattati in modo diverso a parità di errore: alcuni redarguiti, altri tollerati, altri ancora licenziati o persino premiati.

  6. Comunicazione aziendale carente
    Una comunicazione inadeguata da parte di manager e titolari genera insicurezza e frustrazione. Ad esempio, se ci sono ritardi nei pagamenti degli stipendi, i collaboratori devono essere avvisati in tempo e nel modo giusto. Mantenere i dipendenti informati è essenziale per mantenere la fiducia.

  7. Mancanza di formazione tecnica e sulle soft skills
    La crescita professionale passa attraverso la formazione continua. Oltre alla formazione tecnica, è importante sviluppare soft skills come comunicazione, team building, organizzazione, gestione del tempo e buone maniere.

  8. Gestione basata su emozioni negative
    Se i manager utilizzano paura, collera, frustrazione o addirittura odio per gestire i collaboratori, l’ambiente lavorativo diventa tossico e demotivante. Un buon leader deve ispirare, non intimidire.

  9. Aspettative irrealistiche e mancanza di supporto
    Chiedere ai collaboratori di svolgere compiti per i quali non sono preparati li mette in una condizione di fallimento. Ad esempio, un neoassunto in un negozio che ancora non conosce il settore non può essere immediatamente paragonato a un collega con dieci anni di esperienza.

  10. Disorganizzazione interna
    La mancanza di chiarezza nei ruoli e nelle responsabilità genera confusione e inefficienza. È essenziale definire:

  • Chi deve fare cosa

  • Chi deve comunicare con chi

  • Quali risultati devono essere ottenuti

  • Entro quando e in quale quantità Senza organigramma, mansionari e regolamenti interni, il rischio di caos è elevato.

  1. Critiche continue senza riconoscimenti positivi
    Uno dei fattori più demotivanti è ricevere solo critiche senza mai sentirsi apprezzati. Un buon manager deve saper riconoscere i successi e valorizzare il lavoro ben fatto. Trovare occasioni per complimentarsi è essenziale.

  2. Scarso interesse per i problemi dei collaboratori
    Ignorare le difficoltà dei dipendenti, anche quelle personali, crea distanza e disaffezione nei confronti dell’azienda. Un ambiente di lavoro empatico e attento al benessere delle persone favorisce la motivazione e la produttività.

Conclusione

Intervenire su questi aspetti può fare la differenza tra un team demotivato e un gruppo di lavoro coeso e produttivo. Un’azienda di successo non si costruisce solo sui numeri, ma soprattutto sulle persone. 

Dr. Armando Nuzzolo
Seminar Leader & Business Coach
Cell.: + 39 393 9220285


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